Aggeo, Zaccaria, Abdia

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Documento

Il profeta Aggeo

In seguito alla caduta di Gerusalemme nel 587 A.C.  i sopravvissuti furono presi come schiavi e deportati in Babilonia.
Uno sconvolgimento internazionale, che provocò il cambio della potenza dominante, portò Ciro il Persiano a prendere possesso di ciò che era rimasto della potenza babilonese (539 A.C.).
Una delle prime cose che fece fu quella di permettere agli ex-prigionieri che lo desideravano di far ritorno in patria. Un considerevole numero di Giudei, anche se non tutti, accettarono l’offerta e cominciarono a ricostruire la comunità in patria.
Erano comunque tempi difficili. Si doveva ricostruire mura, città, case, strade, dissodare il terreno e arruolare un esercito per difendersi dalle incursioni di vicini ostili.
Da dove cominciare ?
Dopo un entusiastico avvio dei lavori di ricostruzione del Tempio di Gerusalemme, l’interesse venne meno e i lavori furono sospesi nel 536 A.C.
Trascorsi 16 anni di inattività e di interessi contrastanti, il profeta Aggeo cominciò a predicare il suo messaggio, incitando la popolazione a riprendere i lavori di ricostruzione del Tempio, di modo che Dio potesse avere un degno luogo di soggiorno.
Il libro di Aggeo contiene quattro messaggi, tutti del 520 A.C.
Il primo è diretto a Giosuè, capo religioso, e a Zorobabele, capo politico. In esso Aggeo rinfaccia alla popolazione di passare il tempo in divertimenti mentre il Tempio del Signore è in rovina.
Il secondo messaggio è per coloro che vogliono lavorare ma temono che i risultati del loro lavoro siano insignificanti.
Il terzo e il quarto messaggio denunciano la corruzione dilagante e promettono la protezione di Dio su coloro che rispondono positivamente a Lui e in particolare su Zorobabele.
Il messaggio fondamentale del libro di Aggeo è semplice:
il nostro stato spirituale è piu’ importante dello stato materiale. Dobbiamo costruire una dimora per Dio, sia esternamente, sia nel nostro cuore, se vogliamo che Dio ci favorisca con la sua benedizione.

Lo schema del libro è il seguente:
1) Messaggio a Giosuè e a Zorobabele        1,1-15
2) Parole di incoraggiamento            2,1-9
3) La situazione migliorerà                2,10-19
4) Dio conservera’ i capi                2,20-23

Il profeta Zaccaria

Zaccaria esercitò il suo ministero contemporaneamente ad Aggeo.
La popolazione rimpatriata dall’esilio babilonese si trovava ad affrontare un compito immane. Case da ricostruire, mura da rifare, campi da dissodare, foreste da abbattere, strade… e soprattutto il Tempio da ricostruire, e sempre contro la tenace opposizione della gente che aveva occupato la regione dopo la partenza dei Giudei per l’esilio.
Aggeo concentrò il suo messaggio sull’incoraggiamento della popolazione alla ricostruzione del Tempio, mentre Zaccaria svolse temi di carattere più generale.
Il libro di Zaccaria è costituito da una breve introduzione, otto visioni e una raccolta di incitamenti vari su un arco di tempo relativamente lungo.
La sostanza del libro è contenuta nelle otto visioni.
Prima visione. Cavalieri in groppa a cavalli di diversi colori in un bosco.
Questo viene interpretato come un giudizio pronunciato sulle nazioni, con Dio che cavalca il cavallo principale.
Israele ha in ciò tre motivi di conforto: il Tempio sarebbe stato ricostruito, Gerusalemme sarebbe stata ricostruita e i distretti circostanti sarebbero stati inondati di prosperità.
Seconda visione. Quattro corna che disperdono Gerusalemme.
Le quattro corna sono altrettanti regni (Assiria, Babilonia, Egitto e Media-Persia), i quali tutti cadranno a loro volta per aver distrutto Gerusalemme.
Terza visione. Un giovane misura Gerusalemme con una corda da muratore.
Visione di incoraggiamento per la protezione di Gerusalemme. Il giovane è costretto a sospendere le misurazioni per la ricostruzione delle mura perchè Dio sarebbe stato come un muro di fuoco a protezione di Gerusalemme contro le nazioni circostanti.
Quarta visione. Il sommo sacerdote Giosuè, vestito di stracci davanti al Signore.
Giosuè non può stare davanti a Dio sorretto solo della sua autocompiacenza. Satana lo accusa, ma solo per essere zittito da Dio che fa indossare a Giosuè vesti degne della divina presenza.
Ciò che si vuol dire è chiaro: solo Dio può renderci presentabili alla corte del cielo, attraverso un suo atto di grazie e di misericordia.
La venuta del Messia è prefigurata in 3,8 nelle parole “manderò il mio servo Germoglio”.
Quinta visione. Due olivi alimentano l’olio in un recipiente centrale collegato a sette lampade.
Questa visione, più complessa della altre, è molto importante. Sostanzialmente vuole significare la forza di Dio che non viene mai meno (gli ulivi), l’agente dell’alimentazione (lo Spirito Santo), gli agenti umani (Giosuè e Zorobabele) e il fatto che il programma viene svolto.
Il versetto chiave in questa visione è 4,6: “Non con la potenza nè con la forza, ma con il mio spirito, dice il Signore”. Questo concetto troverà eco nella affermazione di San Paolo: “Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?” (Rm 8,31).
Sesta visione. Il libro che vola.
Questa è una dichiarazione pubblica che i peccati di Israele saranno puniti. Dimostra che anche nella comunità ricostruita il peccato era ancora un problema e bisognava fare qualcosa per risolverlo.
Settima visione. Il canestro volante.
Questa visione è sostanzialmente uguale a quella precedente. Quando viene sollevato il coperchio del canestro, appaiono i peccati della nazione, che però vengono eliminati quando due donne con ali di cicogna portano via il canestro in un luogo lontano.
Questo indica sia la presenza del peccato nella comunità, sia il fatto che Dio è in grado di perdonarlo, togliendolo definitivamente di mezzo.
Ottava visione. Quattro cocchi in mezzo a due montagne di bronzo.
Questa oscura visione esprime la certezza che la volontà di Dio sarà eseguita. Le montagne rappresentano la forza dei decreti di Dio e i cocchi gli agenti attraverso i quali Dio attua i suoi piani.
La raccolta degli oracoli successivi è importante perchè in essi il futuro Messia è rappresentato come il Buon Pastore, respinto dal suo popolo, venduto per 30 monete d’argento, che entra trionfante in Gerusalemme in groppa a un asino e infine pianto come primogenito.
Il Nuovo Testamento vede tutto ciò avverato in Gesù Cristo.
Il messaggio fondamentale di Zaccaria è l’adempimento della volontà di Dio.
Dio, il Signore, è assoluto padrone della vita e della storia. Mediante simboli, visioni, immagini e dichiarazioni, Zaccaria insiste sul fatto che noi non dobbiamo mai aver timore se siamo disposti a fare la volontà di Dio.
Dio sa quel che fa e ha la situazione in pugno.
Il Messia (Gesù Cristo) verrà a rappresentare Dio e a compiere la sua volontà. Prima egli viene con la debolezza umana, ma poi verrà come Giudice supremo.

Schema del libro:
1) Introduzione        1,1-6
2) Serie di otto visioni    1,7-6,15
3) Oracoli vari        7,1-14,21

Il profeta Abdia

Con il più breve libro dell’Antico Testamento, Abdia parla dei rapporti tra Giuda e il suo confinante al sud, Edom.
Egli predice la caduta di Edom a causa del suo atteggiamento disumano nei confronti di Giuda. Il fatto che i due popoli fossero imparentati è molto importante per la comprensione del libro.
Esaù, dal quale discendevano gli Edomiti, era fratello di Giacobbe, capostipite degli Israeliti.
Esaù per diritto avrebbe dovuto ereditare la benedizione del padre Isacco, se non avesse ceduto la primogenitura per un piatto di lenticchie; Giacobbe quindi riuscì, pur con l’inganno, a strappare la benedizione al padre.
Per la sua rinuncia alla primogenitura, Esaù divenne per i Giudei il simbolo di una persona profana che non sa apprezzare i valori spirituali.
I discendenti di Giuda si erano stabiliti poco più a nord dell’insediamento dei discendenti di Esaù e tra i due popoli i rapporti erano piuttosto tesi. Gli scontri di frontiera erano frequenti, e normalmente Giuda aveva la meglio.
Le due principali città di Edom erano Sela e Bozra. La città di Teman, menzionata da Abdia, si trovava nella parte meridionale di Edom. A volte l’intero paese di Edom è chiamato Monte Esaù, in contrasto con il Monte Sion che sta per Gerusalemme o l’intero Giuda.
All’arrivo dell’esercito babilonese, Edom intuì la possibilità di una rivincita. Gli Edomiti seguirono i Babilonesi, lasciando a questi ultimi il compito di combattere le battaglie più decisive, poi razziarono tutto ciò che poterono.
Questo comportamento attirò sugli Edomiti il disprezzo dei profeti e il castigo di Dio. Edom era destinato a cadere, disse Abdia. La profezia si avverò nel 312 A.C.
Le due nazioni quindi caddero per i loro peccati. Giuda tuttavia sarebbe tornato per ricominciare da capo. Edom invece sarebbe rimasto per sempre un cumulo di macerie.
Il messaggio di Abdia è semplice. Edom sarebbe stato distrutto per la sua indifferenza, per la sua codardia, per il suo orgoglio: come tutti coloro che osano provocare Dio.

Schema del libro
1)    Profezie contro Edom        1,1-14
2)    Il giorno del Signore e benedizioni su Giuda        1,15-21