Battesimo di Gesù (dMP)

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Il Battesimo di Gesù ci immette nella vita Trinitaria.

Il battesimo di Gesù è la sua seconda epifania o manifesta-zione. Il rito di Giovanni non è ancora quello cristiano. Si trattava di una liturgia di purificazione, nella quale il peni-tente veniva “lavato” dai suoi peccati, mentre nel sacramento cristiano, oltre alla cancellazione delle colpe, si viene battez-zati nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Si è così inseriti nella vita trinitaria partecipando dell’amore che lega le tre Persone divine. In questo episodio, non solo è ma-nifestata la missione di Gesù, ma la stessa Trinità. Tutte le domeniche dicendo il credo noi facciamo la nostra professio-ne di fede trinitaria, diciamo di credere in un solo Dio che si manifesta in tre persone. Ciascuna di esse è Dio, non solo una sua parte, e ciascuna è legata alle altre da un legame di amore tale da farne una sola natura. Non è un concetto che si possa comprendere del tutto, in quanto sembra contrad-dittorio alla nostra esperienza che qualcosa possa essere tre e uno contemporaneamente, ma, il fatto che l’Altissimo sia nello stesso tempo singolare e plurale, ci aiuta a capire che Dio non è una realtà numerabile, ma è Infinito. Tornando al vangelo, il Padre è manifestato dalla sua voce, la quale pre-senta al mondo il Figlio con il segno dello Spirito Santo. La colomba che rivela lo Spirito, ricorda quella che annunciò a Noè la fine del diluvio portando nel becco un ramoscello d’ulivo. Era il segno di un nuovo mondo da popolare, mentre la colomba dello Spirito Santo porta Gesù stesso, che è an-nuncio del Regno messianico: un nuovo inizio per l’umanità. Lo Spirito Santo ha parlato per mezzo dei profeti: è dunque Dio stesso che si fa ispirazione e guida. Infatti è Lui che, per mezzo degli uomini, o per meglio dire, nonostante gli uomini, governa la Chiesa e ispira i credenti affinché cerchino e ma-nifestino la volontà del Padre. Infine è lo Spirito che esprime l’amore che lega le tre Persone divine, e la sua presenza su Gesù dice che il Figlio non è solo un profeta, ma Dio stesso, in quanto unito al Padre. Anche noi nel battesimo e nella cresima abbiamo ricevuto lo Spirito Santo e possiamo così entrare nella vita della Trinità partecipando dell’amore divi-no. In questa vita la nostra è una partecipazione evidente-mente imperfetta, ma sarà totale quando arriveremo in pa-radiso. È importante che capiamo la grandezza di questo do-no e non ci stanchiamo di ringraziare e di chiedere che agi-sca sempre più profondamente nella nostra vita trasforman-doci in amici di Dio e profeti, come dice il libro della Sapienza (Sap. 7, 27).

LA SETTIMANA 2020
Num. 976 del 23 feb 2020
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