Battesimo (dMP)

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Lo Spirito Santo porta Gesù come la colomba del diluvio il rametto di ulivo: il segno dell’inizio del Regno come l’ulivo rappresentava la presenza di un nuovo mondo da vivere e far vivere.

Per gli ebrei la santità implica la separazione dai peccati e da chi li commette. Il popolo eletto, essendo santo, cioè consacrato a Dio, deve essere separato dagli altri popoli, cosa che avviene ancora oggi. Per quella mentalità pensare che il Messia, il santo di Dio, si metta in fila con i peccatori per farsi battezzare, è un fatto assolutamente inconcepibile. Per questo gli esegeti dicono che il battesimo di Gesù è un episodio certamente accaduto, perché a nessuno scrittore ebreo sarebbe mai venuto in mente di inventare qualcosa di tanto estraneo alla tradizione. Invece l’Emmanuele, il Dio-con-noi, non solo si fa uomo, ma condivide l’esperienza degli uomini camminando vicino a loro, senza scandalizzarsi di mescolarsi ai peccatori. Egli comincia la sua vita pubblica dal Giordano, iniziando il Regno, come il suo omonimo Giosuè. Gesù e Giosuè derivano dallo stesso nome ebraico che è tradotto differentemente per distinguere le due figure. Giosuè è colui che guida il popolo nella terra promessa al termine dell’esodo durato quarant’anni. L’ingresso nella terra dei Padri avviene proprio dal Giordano, che si ferma davanti agli ebrei permettendo loro di attraversarlo all’asciu tto come il Mar Rosso. Anche l’annuncio del nuovo Regno comincia dalle acque di quel fiume. Si tratta però di una patria spirituale che si svilupperà pienamente solo nell’ultimo giorno. Gesù è colui che ci guida verso quella meta. Il segno della sua regalità è lo Spirito Santo che scende su di lui come una colomba. Questa figura ci ricorda un altro episodio: la fine del diluvio, quando Noè lascia uscire una colomba che torna con un ramo di ulivo nel becco. Quel rametto annuncia un mondo nuovo da abitare. Allo stesso modo la colomba dello Spirito Santo ci porta Gesù che è annuncio del nuovo Regno messianico: un nuovo inizio per l’umanità. Questo ci riconduce al nostro battesimo, che ha segnato l’origine della nostra vita cristiana facendo di noi i cittadini di quel Regno. Come gli ebrei di allora, anche noi nell’acqua battesimale abbiamo incontrato Gesù e il suo Spirito che ci invita a rinascere. L’episodio del battesimo nel Giordano è una delle tre grandi epifanie o manifestazioni di Gesù insieme alla visita dei Magi e al primo miracolo a Cana. Qui però c’è molto di più perché è tutta la Trinità a rivelarsi. Il Figlio è benedetto dalla presenza della colomba dello Spirito Santo e si fa sentire la voce del Padre. L’inizio della missione del Cristo collega la terra con il Cielo e ci permette una conoscenza più profonda del mistero di Dio nel quale il nostro battesimo ci ha immersi.

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