Don Giuseppe Chen (dGC)

“Raddrizzate le vie del Signore.”: Omelia 7 Dic 2014 (cinese: don Giuseppe Chen – italiano: don Daniele D’Aria)

VANGELO (Mc 1,1-8)
Raddrizzate le vie del Signore.

+ Dal Vangelo secondo Marco

Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio.
Come sta scritto nel profeta Isaìa:
«Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero:
egli preparerà la tua via.
Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri»,
vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati.
Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».

Lettura (audio) del Vangelo (cinese: don Giuseppe Chen)

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Lettura (audio) del Vangelo (italiano: don Daniele D’Aria)

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Omelia (cinese: don Giuseppe Chen)

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Omelia (italiano: don Daniele D’Aria)

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Celebrazione in campetto 25 Mag 2014: Omelie don Giuseppe Chen (cinese) e don Daniele D’aria (italiano)

Hanno partecipato alla celebrazione una rappresentaza delle comunità cattoliche cinesi in Italia

VANGELO (Gv 14,15-21)
Pregherò il Padre e vi darà un altro Paràclito.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.

Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.

Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».

Lettura del Vangelo
cinese italiano
OMELIA
don Giuseppe Chen (cinese) don Daniele D’Aria (italiano)
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2 Nov 2013: meditazione di Don Giuseppe Chen (dGC)

VANGELO (Mt 25,31-46)
Venite benedetti del Padre mio.

+Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le  pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra.
Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”.
Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.
Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”.
Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”.
E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».

Meditazione

(mp3)

Don Chen, la fede imparata dai ricordi della nonna

Da LASTAMPA.IT Torino (del 29/07/2013)

link
Don «Giuseppe» Xiaobing Chen ha 45 anni, insegna Diritto Canonico e presiede il Tribunale Ecclesiastico della Cina. Due sue sorelle sono religiose francescane, una vive nelle Filippine

Il nuovo vice parroco di Santa Monica è cresciuto sfidando i divieti

Maria Teresa Martinengo

Torino

A Santa Monica, la chiesa che fronteggia la «bolla» del Lingotto, il nuovo «collaboratore parrocchiale» viene da lontano. Don «Giuseppe» Xiaobing Chen è arrivato tre mesi fa dalla Cina, lasciando dopo 8 anni la cattedra di Diritto Canonico al Seminario Maggiore della provincia di Shaanxi (Cina nord-occidentale) e l’incarico di vicario giudiziale dell’unico Tribunale Ecclesiastico matrimoniale della Cina. A Torino, l’arcivescovo lo ha nominato cappellano della comunità cattolica di lingua cinese.

«Sentivo di aver bisogno di imparare ancora per poter essere utile ai fedeli che si rivolgono al Tribunale – racconta sorridente nel soggiorno della casa parrocchiale di via Vado – e cercavo un’opportunità in un Tribunale di lunga tradizione. Su Internet ho scoperto che il coordinatore dei preti cinesi in Italia cercava sacerdoti. Ci sono preti cinesi a Milano, Padova, Prato, Rimini, Napoli. Mi sono offerto, segnalando le mie esigenze di formazione». La risposta è stata Torino e Santa Monica, dove don Giuseppe era già stato qualche settimana nel 2005 ,al termine dei suoi studi all’Urbaniana, a Roma.

 

La fede dalla culla

«Sono nato in una famiglia cattolica da generazioni e tutte le generazioni – racconta – hanno dato alla Chiesa preti e suore. Abbiamo saltato solo la generazione di mio padre, negli anni delle persecuzioni. Mia madre, quando mi aveva in grembo, sapeva che avrebbe dato alla luce un futuro prete o una futura suora. E fondamentale è stata l’educazione ricevuta da mia nonna, Maria, cuoca del parroco del nostro villaggio, vicino alla città di Xi’an. Ho imparato a parlare con il “Padre nostro”».

 

Il parroco  

Quando Xiaobing era bambino, in Cina i libri religiosi erano banditi. «Ma mia nonna ricordava il Vangelo e la Bibbia, sapeva a memoria tante cose. Per me, poi, è stato importante il ritorno dal carcere, dopo 14 anni e mezzo, del nostro parroco, una personalità carismatica, condannato per aver fondato un gruppo di preghiera che sosteneva i preti, nell’epoca della Rivoluzione, molti dei quali erano indotti a sposarsi. Allora avevo 10 anni e facevo il chierichetto: la chiesa era stata distrutta e la messa, nel cuore della notte, la celebravamo nella grande sala di casa nostra. Lui, che ora ha 85 anni, ha coltivato molte vocazioni e ha riaperto il primo seminario della nostra regione, nel 79. È un uomo che dà l’esempio con azioni concrete, applica il Vangelo alla lettera, come Papa Francesco».

 

La sfida

Dalla comunità di Santa Monica il sacerdote cinese è stato accolto con affetto e simpatia. Ogni domenica alle 9 e ogni giorno alle 18 (meno lunedì e mercoledì) celebra la messa. Al Tribunale Ecclesiastico inizierà in settembre. «In questi mesi cerco di conoscere la comunità cinese. Finora ho incontrato un solo cattolico, ma so che ci sono dei battezzati, so di bambini che vanno a scuola dalle suore. La mia speranza è di poter presto celebrare la messa in cinese».

 

Don Giuseppe ha già ottenuto un successo: «Ho appeso un avviso in cinese nella bacheca esterna: ho scritto che questa chiesa è un luogo anche per i cinesi. Davanti passano gli studenti diretti al Politecnico, al Lingotto: adesso ce ne sono 30 che vengono qui. Molti sono protestanti, ma non importa: prepariamo cibo cinese, chiacchieriamo. Poi, vado nei mercati dagli ambulanti, nei negozi, all’Università. Tanti della religione cattolica non conoscono niente. Come mi ha detto un missionario protestante, il compito ora è seminare: il sistema cinese è ateo, ma la gente sente il bisogno di cercare Dio… Anche il parroco di Santa Monica, don Daniele D’Aria, mi ha detto “Arriveranno”. Per ora – sorride – sono anche molto impegnato a preparare le omelie per le messe: devo migliorare il mio italiano, dai quattro anni passati a Roma ne sono passati 8…».

Santissima Trinità: Santa Messa (in campetto) 26 Mag 2013

Lettura del Vangelo (in cinese) da parte di Don Giuseppe CHEN

VANGELO (Gv 16,12-15)
Tutto quello che il Padre possiede è mio; lo Spirito prenderà del mio e ve lo annuncerà.+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.
Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.
Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

Omelia Don Daniele D’ARIA


A causa della vicina festa di quartiere (banda musicale) ho dovuto rielaborare l’audio della registrazione.
Il risultato è una perdita di fedeltà delle voci di don Giuseppe e don Daniele.

Mi scuso del disagio arrecato.

 

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