Desiderare l’incontro (dMP)

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Zaccheo si rende disponibile all’incontro con Gesù. Anche noi lo desideriamo?

Il vangelo di oggi ci parla ancora della preghiera descrivendocela come il desiderio di un incontro, la voglia di conoscere il Signore. La storia di Zaccheo è una metafora della nostra vita. Gesù è una figura affascinante, anche per gli uomini di oggi. C’è però una folla che lo sottrae alla vista. La folla delle mille occupazioni che riempiono il nostro quotidiano, le innumerevoli distrazioni, il grande brusio che copre la sua voce. La piccola statura del pubblicano ricorda gli orizzonti limitati di chi non sa più alzare lo sguardo verso qualcosa di grande. Abbiamo ancora degli ideali? Molti messaggi suadenti ci suggeriscono che il massimo della vita è soddisfare immediatamente ogni desiderio, cercare la comodità, avere tante cose e volerne sempre di più. Questo ci inchioda al presente e ci rende scontenti. Ci sembra di non avere abbastanza. La grande speranza dell’uomo medio è vincere al superenalotto così da potersi comprare la vita comoda che ci fanno sognare i pubblicitari. Ecco cosa significa essere piccoli di statura, non riuscire a vedere oltre la massa che intruppa, che trascina. La folla non incontra Gesù, lo cerca come un fenomeno, lo segue finché moltiplica i pani e guarisce, ma rimane compatta nel suo conformismo. Zaccheo vuole qualcosa di più. Vuole un approccio personale, vuole uscire dal gregge dei pecoroni: vuole un ideale per crescere. Allora si arrampica sul sicomoro uscendo dal mucchio impersonale e il Maestro lo nota subito, perché lui non è un numero nella folla, è un uomo che desidera incontrarlo. Ecco la chiave. Se ci accontentiamo di guardare Gesù da lontano, distrattamente, come i tanti personaggi famosi che non sono reali, ma figurine che appaiono in televisione o sui giornali, lui rimane uno sconosciuto. Se invece lo vogliamo incontrare davvero, dobbiamo desiderarlo, salire su un albero perché ci possa vedere. In altri termini dobbiamo farci trovare. Infatti il Signore bussa discretamente alla porta del nostro cuore, ma noi siamo impegnati a correre dietro al lavoro, ai mille desideri, non abbiamo tempo. E questo ci rende imprendibili. Fermati. Siedi in silenzio nella tranquillità della tua stanza, chiudi la porta ai rumori e sentirai. Hai mai chiesto a Gesù di entrare nella tua vita? Bisogna volerlo e averne il coraggio. Infatti la vita di Zaccheo non è più la stessa, rinuncia alla sua avidità, restituisce il maltolto, in una parola si converte, ma è pieno di gioia. Lo chiedo a me stesso e lo domando a ciascuno di voi: desideri veramente incontrarlo?

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Num. 961 del 10 nov 2019
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