Atti degli Apostoli

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Documento (EVANGELISTA SAN LUCA: ATTI DEGLI APOSTOLI)

Gli Atti sono la storia della diffusione del Vangelo da Gerusalemme alla Giudea, poi alla Samaria e infine alle più remote parti del mondo allora conosciuto (Atti 1,8).
Luca scrisse questo libro come continuazione della sua storia della Chiesa. Nel primo volume, il Vangelo, aveva narrato la vita di Gesù e l’istituzione del cristianesimo mediante la sua morte e risurrezione. Nel secondo volume, gli Atti degli Apostoli, riprende la storia dall’ascensione di Gesù al cielo e prosegue con la diffusione della Buona Novella da Gerusalemme fino a Roma, dove il libro termina.
L’autore presenta nella prima parte dell’opera alcuni temi teologici di grande importanza.
Il messaggio è radicato nell’Antico Testamento perchè la predicazione è rivolta principalmente agli Ebrei. Ma viene dato grande rilievo alla morte e risurrezione di Gesù. Questo fatto poteva essere sottolineato con forza perchè gli avvenimenti si erano svolti sul posto e molti li ricordavano ancora assai bene. Inoltre il messaggio contiene un forte richiamo alla penitenza e alla fede.
L’evento della Pentecoste (2,1-13) è il compimento della Pasqua di Cristo. Pieni di Spirito Santo, gli Apostoli cominciano ad annunziare le grandi opere di Dio. Tutta la vita cristiana è comunione con ognuna delle Persone divine: chi rende gloria al Padre lo fa per il Figlio nello Spirito Santo; chi segue Cristo lo fa perchè il Padre lo attira e perchè lo Spirito lo guida.
La potenza dello Spirito simboleggiata dal vento e dalle lingue di fuoco, è tale da rendere possibile la missione universale degli Apostoli e della Chiesa lungo il tempo.
Nella seconda parte si evidenzia che la Chiesa è un luogo dove lo Spirito di Dio dirige la vita e il culto, e non è opera di uomini.
La storia del popolo eletto deve mettere in guardia i giudei contro la resistenza alla grazia (7,2-53; 13,16-41). Gli apostoli sono soprattutto testimoni (1,8ss).
Preziosissime sono le informazioni che ci vengono offerte sulla vita delle prime comunità: vita di preghiera e di comunione dei beni, amministrazione dei sacramenti, celebrazione dell’Eucaristia; abbozzi di organizzazione ecclesiastica nei “profeti” e “dottori”, e nei presbiteri che presiedono la chiesa di Gerusalemme. Tutto è segnato, diretto, suscitato dal soffio irresistibile dello Spirito Santo.
Questo Spirito, del quale Luca aveva ripetutamente trattato nel vangelo (Lc 4,1ss), è descritto continuamente in azione nell’espansione della Chiesa. Ecco ciò che conferisce a quest’opera tanto profumo di gioia spirituale che ancora ci sorprende e nutre la nostra interiorità.
Campeggiano in questo libro le figure dei due principi degli Apostoli Pietro e Paolo con una scelta di fatti che danno un’idea sufficiente e fedele della diffusione della “buona novella” nel mondo di allora, e dei fermenti della Chiesa primitiva.
La missione è affidata nei primi 12 capitoli principalmente a Pietro, che vi appare come il capo e il portavoce degli altri apostoli, colui che dà inizio con loro alla Chiesa di Gerusalemme e presiede alla sua diffusione nelle regioni della Palestina. L’azione di Pietro raggiunge il suo momento culminante quando egli, illuminato dallo Spirito Santo, ammette al battesimo il pagano Cornelio, centurione romano, senza obbligarlo ad abbracciare la legge mosaica (Atti 10,1-11,18). Con questo gesto è stabilito il principio della libertà della predicazione fatta direttamente ai pagani.
A partire dal capitolo 13 il compito di attuare questa predicazione appare affidato principalmente a Paolo, che viene così a porsi nel centro del racconto. Egli continua l’opera di Pietro, i suoi miracoli non sono inferiori a quelli compiuti da Pietro e dagli altri apostoli a Gerusalemme, e la sua libertà nell’ammettere al battesimo i pagani viene approvata dalla Chiesa di Gerusalemme sulla base del gesto compiuto da Pietro molti anni prima.
Paolo può quindi allargare i confini della sua missione verso le terre più lontane della Macedonia, dell’Asia minore e della Grecia. A un certo momento i suoi progetti si volgono verso Gerusalemme, dove intende mostrare la sua buona volontà e il suo spirito di pace a riguardo dei giudei-cristiani, e verso Roma (19,21-22; 24,17). Questi suoi piani si avvereranno, ma non nel modo da lui previsto.
Giunto a Gerusalemme, egli viene arrestato a causa di un tumulto provocato dai suoi avversari. Dopo una serie estenuante di processi, viene condotto a Roma a seguito del suo appello a Cesare, e vi giunge dopo essere scampato provvidenzialmente a un naufragio nel Mediterraneo.
Il libro si chiude con la visione di Paolo prigioniero a Roma, ma tuttavia libero di predicare la parola di Dio nel centro del mondo allora conosciuto.
Gli Atti degli Apostoli non sono un trattato dottrinale, ma un libro narrativo. Perciò non bisogna attendersi di trovarvi elencate in maniera sistematica le credenze dei primi cristiani.
Bisogna inoltre tener presente che esso e’ stato scritto come continuazione del terzo vangelo. Perciò non vi vengono esposte le cose che il lettore già conosce dal racconto precedente. Tuttavia lo scopo dell’autore era certamente quello di comunicare, attraverso la storia, degli importanti valori dottrinali e un autentico messaggio, valido per ogni tempo. “Esso – riprende un autore recente – è un libro per tutti i tempi, un libro molto attuale per il nostro tempo.  Bisogna leggerlo tutto in  una volta, cosi come si leggono avidamente i ricordi di famiglia, nei quali si comprende donde veniamo e perchè veniamo”.
Schema del libro:
Primo periodo della Chiesa                             1,1 – 2,47
Il vangelo predicato a Gerusalemme                    3,1 – 7,60
Diffusione del vangelo a Samaria, Giaffa, Cesarea ed Antiochia    8,1 – 12,25
Viaggi missionari di Paolo                             13,1 – 21,16
Arresto di Paolo e viaggio a Roma                    21,17 – 28,31