Farsi Prossimo (dMP)

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Il Maestro ci insegna ad andare incontro a coloro che ne hanno bisogno e ad aver sempre fiducia in Lui, che ci può risollevare da qualunque difficoltà.

Le letture di questa domenica ci propongono tre resurrezioni,
due fisiche e una spirituale. Paolo racconta la sua esperienza e
dice che l’incontro con Gesù lo ha fatto passare da feroce
persecutore della Chiesa a fervente Apostolo. In questo senso
possiamo parlare di una rinascita spirituale. Nel racconto della
prima lettura e del Vangelo incontriamo due storie analoghe in
cui due vedove vivono la tragedia della morte del loro unico figlio.
Una donna senza marito era certamente in gravi difficoltà
economiche, in quelle condizioni un figlio rappresentava la
speranza di una vecchiaia serena, come potrebbe essere oggi la
sicurezza di una pensione. Evidentemente la morte del bambino
era una tragedia nella tragedia. Il profeta Elia era in terra
straniera per sfuggire alla siccità che lui stesso, per comando di
Dio, aveva chiamato su Israele ed era stato accolto in casa di
questa vedova. La sua preghiera accorata ottiene la risurrezione
del figlio. La donna esprime la sua gratitudine riconoscendo in
Elia un profeta autenticamente inviato da Dio. La stessa cosa
dicono gli spettatori del miracolo operato da Gesù: un grande
profeta è sorto tra noi, e: Dio ha visitato il suo popolo. Ciò che
spinge il Maestro a questo meraviglioso gesto di carità è la
compassione. Più volte Egli dimostra questa sollecitudine.
Domenica lo abbiamo visto nella moltiplicazione dei pani, dove
si preoccupava che la gente non venisse meno per la fame. La
stessa cosa quando, di fronte alla folla che lo insegue, sente che
sono pecore senza pastore e hanno bisogno che Lui se ne prenda
cura. Gesù conosce la nostra condizione, sa delle difficoltà che
affrontiamo e si fa avanti senza nemmeno bisogno che lo
preghiamo. È un invito alla fiducia. Il comando che il Signore
impartisce al ragazzo è: alzati. Non c’è caduta o tragedia dalla
quale Lui non possa rialzarci. Egli è la Resurrezione e la Vita.
Quindi incontrarlo significa rinnovarsi completamente, come nel
caso di Paolo. Di fronte al fallimento, alla sconfitta, al dolore
Gesù ci dice: non piangere, fidati di Me, alzati. Quando noi
sappiamo mettere nelle sue mani le nostre difficoltà con questo
atteggiamento di confidenza, possiamo essere certi di trovare
consolazione. L’esempio del Maestro è anche importantissimo.
Come Lui anche noi dobbiamo imparare la compassione che
spinge ad andare incontro a chi soffre. Senza spaventarci, non è
detto che possiamo offrire una soluzione a tutti i problemi, ma,
come Elia, possiamo essere portatori della Sua presenza e
tramiti della Sua Grazia.

LA SETTIMANA 2020
Num. 981 del 21 giu 2020
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