Fiducia (dMP)

Print Friendly, PDF & Email

Chiediamo al Signore non di capire, ma di avere fiducia in Lui.

Gesù si manifesta ai suoi concittadini e viene rifiutato. Non è il figlio di Giuseppe? Come dire: conosciamo la sua famiglia, è uno di noi. Di fronte alla loro diffidenza il Maestro cita due episodi della vita dei profeti Elia ed Eliseo i quali non hanno fatto miracoli nella loro patria. Paragona i suoi compaesani alla gente del tempo di quei profeti per rimarcare che la durezza di cuore è la stessa. Questo provoca la loro indignazione, tanto che vorrebbero ucciderlo, ma non è ancora il momento e Gesù un piccolo miracolo lo fa, sottraendosi alle loro mani senza dover fuggire. Sarebbe successo anche a noi probabilmente. Se uno dei nostri ragazzi si alzasse in chiesa e si dichiarasse profeta, noi come reagiremmo? Dov’è dunque l’errore? Sta nel fatto che noi crediamo spesso di poter giudicare le cose secondo quello che ci appare sensato. Abbiamo degli schemi, ed è difficile romperli. Ci aspettiamo che la nostra vita vada come vogliamo noi, ma il piano provvidenziale non possiamo conoscerlo. Mi vengono in mente le parole di Isaia (55,9): Quanto il cielo sovrasta la terra, tanto le mie vie sovrastano le vostre vie, i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri. La Provvidenza muove le cose vedendo l’intero orizzonte, il passato, il presente ed il futuro, mentre noi abbiamo una visione limitata al solo presente, in più viziata dalle nostre aspettative. Quante volte recriminiamo dicendo che un determinato evento non è giusto o che certe cose non dovrebbero succedere? Agostino, per far capire questa cosa faceva un paragone: se un osservatore guarda molto da vicino un mosaico, ne vede solo poche tessere, che apparentemente sono messe lì a caso; ma se si allontana, allora vedrà il disegno nel suo insieme e apprezzerà il lavoro dell’artista. I nazareni credono di capire come vanno le cose e le giudicano, ma non hanno capito niente. Noi lo sappiamo solo perché vediamo la cosa da distante e sappiamo come la storia va a finire, ma nei loro panni sapremmo essere così umili da mettere in discussione le nostre idee preconcette? Questo episodio non ci è proposto perché noi giudichiamo quegli uomini, ma perché giudichiamo noi stessi. Avere fede significa mettersi in ascolto di Dio soprattutto nei momenti bui, quando ci sembra di non capire. Avere fede quando le cose vanno bene è molto facile. La fede si prova nell’oscurità. Siamo disposti a farci prendere per mano per essere guidati su un terreno sconosciuto? Ecco perché non dobbiamo mai stancarci di pregare e di chiedere, non di capire, ma di avere fede.

 

 

LA SETTIMANA 2019
Num. 938 del 24 feb 2019
Pubblicati
IL PONTE
Num. 4 - Dic 2018
Pubblicati
Cappella Natività
Maria Santissima

Santa Monica
PROSSIME LITURGIE


Casa Amica
Notiziario 3/2018
Pubblicati