La Vita (dMP)

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Gesù si commuove di fronte al nostro dolore e ci fa vedere che è vita in cui sempre possiamo sperare.

Il rapporto tra Gesù e i farisei aveva raggiunto la massima tensione. L’intento del Maestro era quello di gettare i semi del suo Regno, insegnando che l’amore di Dio è una disposizione interiore prima di tutto. Per questo aveva detto alla samarita-na che era ora di adorare Dio in spirito e verità. Egli affermava il suo insegnamento coi miracoli e non rinunciava a provocare i benpensanti violando il sabato. I farisei invece erano così at-taccati alla lettera della legge che ne avevano fatto una sorta di idolo, tanto che non furono capaci di riconoscere la presen-za del Messia. Il loro fanatismo li rendeva ciechi. Gesù aveva rischiato di essere lapidato e dunque si era allontanato dalla Giudea. Quando viene a sapere della malattia di Lazzaro e de-cide di tornarvi, i suoi discepoli si mettono in agitazione. Tommaso dà voce al loro sentimento dicendo: andiamo a mori-re con lui. È convinto che la pelle la rischiano tutti. Alla paura dei suoi, Gesù oppone invece una grande determinazione. Parlando della morte di Lazzaro come l’occasione della sua glorificazione, non pensa certo al suo successo personale, ma al fatto che il miracolo della resurrezione sarebbe stato il pre-testo per il suo arresto. Non mostra né paura, né cedimento, ma va incontro alla morte con decisione. Il gesto che compie ha un grande valore simbolico. Certamente quando Lazzaro è uscito vivo dal sepolcro avranno provato una grande gioia, ma il poveretto è dovuto morire un’altra volta! Cosa serve risorge-re se si muore di nuovo? Ecco perché se Gesù ha compiuto questo segno, lo ha fatto una volta di più per affermare coi fatti che le sue parole sono verità: io sono la resurrezione e la vita. È anche molto importante la sua commozione, che esprime la sua compassione e partecipazione al dolore delle sorelle di Lazzaro. Gesù si commuove anche per noi, quando ci vede prostrati dalla sofferenza, dalla fatica e anche dal pec-cato. È pronto a farci risorgere. Lazzaro è coperto da una pie-tra pesantissima, è legato e fasciato, è morto da quattro giorni e quindi già mezzo decomposto, eppure risorge. Questo ci dà una speranza enorme, è come se Gesù ci dicesse, non importa se sei un disgraziato pieno di peccati, anche se sei caduto così in basso che il tuo peccato ti blocca e ti schiaccia come una pietra tombale, se hai fiducia in me, io ti faccio rialzare. Que-sta è la resurrezione che dobbiamo desiderare adesso, ed è quella che si compirà alla fine dei tempi, quando nonostante tutto, ritorneremo a vivere rinnovati anche nel corpo, e non per i nostri meriti, ma perché siamo suoi amici, come lo era Lazzaro.

LA SETTIMANA 2020
Num. 981 del 21 giu 2020
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Num. 1 - Mar 2020
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Notiziario 1/2020
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