Liberazione (dMP)

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Dal punto più basso in cui può cadere un uomo, Cristo risorge e riconduce al Padre tutto l’universo.

Il centro della nostra fede è la resurrezione di Cristo. È un fatto assolutamente unico e per molti difficile da credere. Quando Paolo si rivolge agli ateniesi all’Areopago e nomina la resurrezione di Gesù, molti di quelli che fino ad allora erano stati a sentirlo se ne vanno deridendolo. Atene, la ca-pitale della cultura del tempo, la patria della filosofia, non può tollerare un cosa tanto fuori dagli schemi. Anche oggi chi crede che la verità sia solo ciò che la scienza può pro-vare, non può accettare la resurrezione. Non si tratta però solo di credere o meno che la cosa sia successa, ma di ca-pire che questo evento cambia radicalmente, e dall’interno, la storia di ogni uomo. Ci sono cose che non capiamo e non capiremo mai: siamo troppo piccoli se ci paragoniamo all’immensità dell’universo in cui viviamo. La religione, ba-sandosi sulla Rivelazione, ci aiuta a orientarci in questo orizzonte infinito. Ci dice che Dio aveva creato l’uomo perché stesse con Lui condividendo la sua opera, ma che l’uomo ha voluto far da solo e ha interrotto la relazione filiale rifiutando la paternità divina. Gesù è il Figlio che noi dovremmo es-sere. Ci mostra la strada. La sua croce rappresenta la fe-deltà alla vocazione. Quante volte noi non ci fidiamo di Dio, lo critichiamo, lo accusiamo di non essere buono o giusto, perché le cose non vanno come pensiamo che debbano an-dare. Invece Gesù ha sempre fiducia nel Padre, offre la sua vita, si mette in gioco fino alla fine. Nella sua passione Cristo diventa la rappresentazione del nostro rifiuto di Dio. Lui che ha sempre fatto solo del bene è condannato ingiustamente e ucciso nel modo più atroce che si possa immaginare. Lui che è Dio sprofonda in un abisso di dolore e di ingiustizia: un annientamento totale, ma da quella desolazione si rivolge al Padre. Gesù dalla croce invoca suo Padre, è una corrente di amore che collega il punto più basso dell’universo con il punto più alto. Chi può sentirsi escluso da questi estremi infiniti? Chi può dire di soffrire più di Gesù o di avere una sorte più ingiusta? E Gesù risorge da questa bassezza ri-conducendo tutto nel cuore del Padre. L’universo intero ri-sorge con lui. Questo ci dice che non c’è nulla di perduto, che l’amore di Dio può ridare la vita in qualunque momento e ci invita a metterci nelle sue mani senza paura, sapendo che, dopo la nostra personale esperienza di croce e la morte, risorgeremo con Lui. Quindi la resurrezione del Maestro non è solo un momento preciso della storia, ma una svolta epo-cale, che da allora in poi riapre la via al cielo.

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Num. 953 del 9 giu 2019
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