Portatori (dMP)

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Come la Madre così anche noi dobbiamo imparare a portare il Figlio al mondo.

Maria ed Elisabetta si incontrano. Due storie speciali, che richiedono silenzio e raccoglimento per essere capite. Elisabetta piena di gioia per essere finalmente madre, ma anche bisognosa di aiuto perché sente i suoi anni. Maria che vuole staccarsi dal quotidiano per capire il senso della sua misteriosa maternità. Tace e aspetta che gli eventi maturino. Si affida silenziosamente. Ci penserà l’angelo a tranquillizzare Giuseppe e a permetterle di affrontare la sua vita familiare. Intanto lei va da sua cugina per rendersi utile. La cosa però evidente è che, più del suo aiuto pratico, Elisabetta apprezza la presenza di Gesù dentro di lei. Maria è il tramite di un contatto meraviglioso. Questo è un modello per noi. Dobbiamo imparare a portare Gesù agli altri: è la cosa davvero più importante. Non c’è carità senza preghiera, non c’è azione senza contemplazione. Il mondo ha bisogno di Gesù prima di tutto e Lui ha bisogno di persone che lo rendano presente attraverso l’amore per gli altri. Madre Teresa ha insegnato alle sue suore a pregare per un’ora prima di incontrare i poveri. Ogni mattina le sorelle rinnovano la presenza di Cristo nel loro cuore per portarlo a chi soffre. È questa la loro prima carità. Anche nel nostro mondo ricco e distratto la più grande povertà è l’assenza di Dio, non perché Lui si nasconda, ma perché viene escluso. Gesù continua a cercare una capanna dove poter trovare posto. Bisogna pregare perché Maria ci porti suo Figlio e anche per diventare come lei, capaci di accogliere Gesù nel nostro cuore e portarlo a chi ne ha bisogno. La nascita del Salvatore non si sarebbe potuta realizzare senza il sì detto dalla Madre. Ogni Natale abbiamo la grande opportunità di dire il nostro sì, di chiedere con tutto il cuore a Gesù di servirsi di noi per illuminare la notte del mondo.
È opportuno che ci prepariamo bene ad accogliere il Signore. Quando un ospite importante viene a farci visita, puliamo bene la casa e tiriamo fuori le stoviglie migliori. Anche per Gesù dobbiamo avere la stessa preoccupazione preparandogli un posto degno nel nostro cuore con una buona confessione. Confrontiamoci con i due precetti che riassumono tutta la legge: ama Dio con tutto il cuore e ama il prossimo come te stesso. Chi può dire in tutta coscienza di aver sempre messo il Signore al primo posto? Allo stesso modo chi può affermare che ha agito sempre senza nessun egoismo e si è dato agli altri con la stessa totale generosità con cui Gesù si dona a noi?

LA SETTIMANA 2019
Num. 953 del 9 giu 2019
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