Prontezza (dMP)

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I primi 4 Apostoli rispondono con meravigliosa prontezza alla chiamata di Gesù.

L’attività di Gesù ha inizio al nord, in Galilea, sulle rive del lago di Cafarnao, non molto lontano da Nazaret dove il Maestro viveva con la sua famiglia. Gli evangelisti ten-gono sempre a precisare che gli avvenimenti narrati non sono casuali, ma confermano fedelmente le profezie messianiche dell’Antico Testamento. Gesù è dunque il Messia che annuncia il Regno. Molti suoi contemporanei pensavano che si trattasse di un regno terreno, cioè la restaurazione della monarchia e la liberazione dal giogo dell’impero romano, mentre la prospettiva è ben più am-pia perché non riguarda qualcosa di temporale, ma di eterno. Il nostro fine è abitare nella casa del Signore per lunghissimi anni, come dice il salmo 22, e la conversio-ne significa desiderarlo. Gesù vuole attirare a sé tutti gli uomini e per questo inizia a mettere le fondamenta della Chiesa, che dovrà continuare la sua opera, chiamando i suoi primi collaboratori. Non si rivolge a persone istruite o a dei religiosi, ma a semplici pescatori. Offre loro di continuare a gettare le reti, ma in un mare molto più grande e per una preda ben più importante: anime da salvare, ed essi, con un meraviglioso slancio, subito ac-cettano. Questo stesso invito è rivolto anche a noi. Tutti apparteniamo alla chiesa e siamo tutti chiamati a com-piere la sua missione di annunciare il vangelo, la buona notizia della salvezza. Ciascuno ha il suo carisma, il suo dono, che deve mettere a frutto perché tutti possano es-sere raggiunti. È la vocazione missionaria della chiesa, che non riguarda solo il vescovo e i suoi preti, ma tutti. Non è necessario fare cose straordinarie, solo accogliere Gesù nella nostra vita. Quando il Maestro incontrò la samaritana le disse: chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi, l’acqua che io gli darò diven-terà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eter-na. È Gesù stesso che, come acqua zampillante, si rende visibile nella vita di chi lo ama. Tutto quello che dob-biamo fare è accoglierlo e amarlo in ciò che facciamo ogni giorno. Occorre imparare a pregare perché il Signo-re ci mostri che cosa vuole da noi e poi, con lo stesso fantastico slancio degli apostoli, farlo subito.

LA SETTIMANA 2020
Num. 976 del 23 feb 2020
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Num. 4 - Dic 2019
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