Regno della Verità (dMP)

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Gesù non esita a sacrificare sè stesso, al contrario di Pilato che, per mantenere il suo potere, sacrifica la verità.

Il profeta Daniele racconta una sua visione in cui un figlio
d’uomo, venuto con le nubi del cielo, riceve il regno e il potere
su tutte le nazioni. Gesù nel vangelo si riferisce a se stesso
come al figlio dell’uomo proprio rifacendosi al profeta. Questa
espressione ha un doppio significato. Gli ebrei la usavano,
come noi diciamo “il sottoscritto”, per dire “io”, mentre nei
testi rabbinici antichi indicava il Messia. È dunque molto
adatta a Gesù che è vero Dio e vero uomo. La stessa visione di
Daniele suggerisce che questa figura, benché umana
nell’aspetto, venendo dal cielo appartiene alla sfera della
divinità. Così il libro dell’Apocalisse presenta Gesù come il
principio e la fine, l’alfa e l’omega, Dio che finalmente dà
compimento al suo regno eterno. Ogni occhio lo vedrà: è il
tramonto della fede e l’alba della certezza, finalmente il regno
si realizza. Un regno di sacerdoti. La funzione del sacerdote è
quella di offrire sacrifici a Dio a nome del popolo. Oggi però il
sacrificio non è più materiale, come l’offerta degli animali, ma
spirituale. La morte di Cristo sulla croce è il sacrificio eterno
che rinnoviamo sull’altare ad ogni Messa. San Paolo nella
lettera ai romani (12, 1) dice: vi esorto fratelli a offrire i vostri
corpi come sacrificio vivente; a imitazione di Cristo (15,1) noi
che siamo i forti abbiamo il dovere di portare le infermità dei
deboli. Gesù diventa il modello di un sacerdozio nuovo che
offre non beni materiali esteriori, ma il cuore a vantaggio di
ogni uomo. Ecco perché in Cristo noi siamo tutti sacerdoti e
partecipiamo alla sua regalità. Il suo regno è completamente
diverso dai regni umani. Il confronto con Pilato lo rende
ancora più evidente. Il governatore vorrebbe liberare Gesù
capendo che non ha commesso nessuna colpa, ma deve
sacrificare la verità a vantaggio del suo potere. Quando i
giudei lo minacciano dicendo che se assolve il Nazareno non è
amico di Cesare, immediatamente ottengono la sentenza di
morte. Ecco la realtà della politica: il compromesso per
mantenere il potere. Gesù non vuole dominare, non cerca il
privilegio, vuole far crescere il suo gregge. Non ha paura di
spendersi a vantaggio nostro. Questo amore infinito è la
Verità che è destinata a trionfare su tutte le meschinità del
mondo. L’Apocalisse sottolinea che Cristo Re venendo sulle
nubi, sarà visto anche da chi lo ha trafitto. La croce è il
giudizio sul mondo, che nasconde la verità privilegiando
l’interesse, che uccide l’innocente per salvare il suo potere.
Celebrare invece la regalità del Cristo è ascoltare la voce della
Verità e diventarne i testimoni.

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