Tentazione (dMP)

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Gesù, come ogni uomo, subisce la tentazione e ci mostra con quale atteggiamento la si può respingere.

L’umanità di Gesù è autentica, nella sua esperienza c’è, come per ogni uomo, la tentazione. Questo episodio svela la strategia demoniaca, che vale anche per noi. Il diavolo inizia a tentarlo nel momento in cui ha fame: la sollecitazione al peccato si innesta sul desiderio, sulla mancanza di qualcosa. Satana amplifica questa fame per trasformarla in un appetito smodato. Per prima cosa fa leva sull’avidità: dì a questa pietra che diventi pane. È il desiderio della ricchezza, dell’usare delle proprie capacità in modo egoistico. Il Maestro risponde sempre citando la scrittura, come dire che il modo di opporsi al demonio è sotto i nostri occhi, lo conosciamo anche noi. Non di solo pane vivrà l’uomo, e la citazione continua, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio. Se il tuo cuore aspira solo alla ricchezza materiale, se non sai staccarti dalle cose, sarai sempre una preda facile… La seconda arma è la fame di potere che diventa un idolo da adorare, a cui sacrificare sé stessi e la propria vita. Gesù sembra chiederci: chi è il tuo Dio? È una bella domanda: cos’è veramente importante per te, cosa metti al primo posto? Il potere è la ricerca di sé stessi, il gonfiarsi fino a credersi divino, ma se al primo posto c’è Dio, tutto è ridimensionato: Lui solo adorerai. In ultimo la fama, il successo. Il diavolo porta Gesù sul pinnacolo del tempio, dove tutti possono vederlo e lo sollecita a usare il suo potere per affermarsi davanti alla gente, per diventare un divo. C’è chi, pur di avere un nome famoso, è disposto a tutto, anche a prostituirsi. Essere importante, ammirato, invidiato. Ancora una volta l’io si gonfia come un pallone. Non tenterai il Signore Dio tuo. Come dire, stai al tuo posto, non fare come Adamo, che vuole essere Dio, ma si scopre nudo e mortale. Ecco che la strategia di satana è sempre la stessa fin dalle origini, ci vuole far dimenticare che siamo povere creature per farci credere divini, ma è illusione. Satana è un grande illusionista. All’inizio della quaresima siamo invitati a questo esame di coscienza, che si fa nel deserto, cioè lontano dalle distrazioni. Ci è chiesto di fare un po’ più di silenzio e di rientrare in noi stessi per capire chi sta veramente al primo posto nella nostra vita. Ecco perché il gesto che si fa iniziando la quaresima è il rito delle ceneri in cui si dice: ricordati che sei polvere e polvere ritornerai. Siamo invitati a cercare il Signore con maggiore impegno. Concretamente significa dedicargli più tempo. Gesù, nel vangelo che abbiamo letto mercoledì, dice: entra nella tua stanza e chiudi la porta. Coltiva il tuo rapporto con Dio facendolo diventare sempre più intimo.

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Num. 951 del 26 mag 2019
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